Una turbina a vapore da 100 MW richiede 360 tonnellate di vapore all’ora se ogni chilogrammo fornisce 1.000 kJ di energia elettrica ai terminali del generatore. Se la resa energetica effettiva è inferiore, il fabbisogno di vapore aumenta; se è superiore, diminuisce. Si tratta di un esempio di calcolo, non di un valore nominale valido in ogni caso. Per determinare una portata a pieno carico attendibile servono le condizioni del vapore in ingresso, la pressione di scarico, il rendimento della turbina e una definizione chiara di cosa comprende la potenza in uscita di 100 MW.
La prima domanda da porsi in fase di selezione è quindi se il sistema a vapore proposto possa mantenere la portata richiesta alle condizioni specificate del vapore in ingresso alla turbina. La sola capacità della caldaia non è sufficiente per rispondere: le perdite di pressione, i prelievi di vapore per i processi, le utenze di estrazione e le prestazioni del condensatore influiscono tutti sulla quantità di vapore disponibile per la generazione di energia.
Per una turbina semplice con un ingresso e uno scarico, senza estrazione né risurriscaldamento, la relazione preliminare è:
Portata di vapore (kg/s) = potenza elettrica in uscita (kW) ÷ [(h1 − h2s) × ηis × ηm × ηg]
Qui, h1 è l’entalpia del vapore in ingresso e h2s è l’entalpia di scarico dopo un’espansione ideale a entropia costante fino alla pressione di scarico specificata. Entrambe sono espresse in kJ/kg. Il
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